Perché contattare uno psicologo?


Possono esserci diverse motivazioni che spingono una persona a contattare uno psicologo, diversi avvenimenti possono impedirci di vivere in modo sereno, pensando di non poter trovare soluzioni ai nostri problemi.

Ci si rivolge ad uno psicologo per sintomi d’ansia o di depressione, ma anche perché si vivono conflittualità familiari, nelle relazioni di coppia o perché non si riesce ad uscire da alcuni schemi disfunzionali che si ripetono.

Tutto questo è normale e può riguardare ognuno di noi, in alcune fasi di vita.

Chi sono?

Chiara Zani Psicologa Psicoterpeuta

Sono una Psicologa Clinica, iscritta all’Albo degli Psicologi della Lombardia (n° 17227) e Psicoterapeuta ad indirizzo breve integrato. Ho conseguito la Laurea con lode in Psicologia Clinico-Dinamica presso l’Università degli Studi di Padova e ho maturato la mia esperienza clinica attraverso tirocini formativi presso consultori ASST e privati accreditati. Mi sono specializzata in Psicoterapia presso l’Istituto per lo Studio e la Ricerca sui Disturbi Psichici (Iserdip) di Milano. Il modello teorico di riferimento è quello delle Terapie Brevi, che integra l’approccio psicoanalitico con quello cognitivo-comportamentale, permettendo di trovare il focus del problema in tempi contenuti. La scelta dell’approccio dipende dalle problematiche riportate e dalle caratteristiche della persona. Può essere introdotto l’utilizzo di test, finalizzati ad inquadrare meglio le difficoltà che si vogliono affrontare durante il percorso. Sono abilitata all’uso della tecnica EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing), che facilita la risoluzione di sintomi legati ad esperienze di vita stressanti e traumatiche.

“Essere forti è anche accorgersi di ciò che non riusciamo a risolvere da soli.”

“Essere forti è anche accorgersi di ciò che non riusciamo a risolvere da soli.”

 

 

Consulenza psicologicaÈ la prima fase del percorso, prevede un numero limitato di incontri e ha l’obiettivo di analizzare la domanda per capire se e in che modo lo psicologo possa essere d’aiuto. Viene valutato il problema presentato e condiviso un progetto d’intervento, in cui vengono stabiliti obiettivi, modalità e un’indicazione generale sui tempi. La consulenza psicologica può evolvere in un percorso di sostegno psicologico, in una psicoterapia o, se necessario, può essere proposto l’invio ad un altro professionista (psicoterapeuta infantile, psichiatra, assistente sociale, sessuologo…).

Sostegno psicologicoÈ un percorso che ha il fine di favorire un maggior benessere. È rivolto a persone che vivono un momento di malessere a seguito di situazioni particolari (a livello relazionale, affettivo, lavorativo..), senza che vi sia un quadro clinico complesso. Agisce sulle risorse della persona, alla quale viene fornito supporto sulla gestione di specifici problemi.

PsicoterapiaÈ un percorso di trattamento finalizzato al cambiamento di modalità emotive, cognitive e comportamentali. Talvolta, infatti, queste modalità possono sfociare in sintomi o organizzarsi in quadri di malessere più complessi, che creano sofferenza e ostacolano il funzionamento personale. L’obiettivo è fornire al paziente degli strumenti, nell’ottica di farlo diventare agente attivo della propria cura.

AdolescentiL’adolescenza è una fase di crescita e di nuove opportunità, ma anche di vulnerabilità. Talvolta questo processo è ostacolato da aspetti che fanno sembrare il cambiamento e l’autonomia molto difficili. Si presentano così piccole o grandi crisi, che sfociano in difficoltà scolastiche, comportamenti aggressivi, labilità emotiva, problematiche relazionali ecc. In questi casi valutare ostacoli e potenzialità permette di far ripartire il naturale processo di crescita, attraverso la consapevolezza dei propri bisogni e una migliore gestione della propria emotività.

AdultiNelle diverse fasi dell’età adulta non tutto va come ci si era immaginati, ci possono essere sfide e riadattamenti che la persona è chiamata a fare (la nascita di un figlio, la fine di una relazione, una malattia, la perdita del lavoro, la pensione..), che possono alterare il benessere individuale. L’intervento di uno psicologo può chiarire le origini del proprio disagio e sostenere la persona nella ricerca di strategie più funzionali per affrontare questa fase di vita.

Perché andare da uno psicologo se non ho una malattia mentale?Alcune persone che si rivolgono allo psicologo soffrono di disturbi, ma c’è anche chi non ha alcun disturbo, ma può vivere un periodo faticoso, a causa di cambiamenti, problematiche relazionali, lavorative o di altro tipo. In questi casi lo psicologo aiuta la persona a comprendere cosa gli procura sofferenza e quali strategie mettere in campo per stare meglio.

Qual è la differenza tra psicologo, psicoterapeuta e psichiatra?Psicologo: consegue la Laurea in Psicologia e svolge un anno di tirocinio prima di affrontare l’Esame di Stato per ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione. Analizza la domanda di aiuto discriminando, dopo un momento di valutazione diagnostica, la natura della problematica presentata e il tipo d’intervento da adottare per la risoluzione della stessa. Utilizza il colloquio clinico, eventuali test psicologici, l’osservazione e la valutazione di elementi non verbali e relazionali. In presenza di una sofferenza psicologica significativa, che può avere origine in esperienze lontane nel tempo, oppure in presenza di una sintomatologia clinica più o meno importante, può valutare la necessità di un trattamento terapeutico che è però di competenza esclusiva dello psicoterapeuta.
Psicoterapeuta: è uno psicologo o un medico, che dopo l’abilitazione, frequenta una scuola di specializzazione della durata di almeno 4 anni. La psicoterapia, come indica la parola stessa, è l’intervento indicato per la “cura e il trattamento della sofferenza della psiche”, sia essa di natura mentale, emotiva o comportamentale. Tuttavia, chi intraprende una psicoterapia non deve necessariamente manifestare una patologia psichica, ma può presentare un grado di sofferenza che interferisce con il suo funzionamento personale, relazionale o lavorativo. Utilizza tecniche specifiche che variano a seconda dell’approccio utilizzato; pur variando il modello teorico di riferimento, l’obiettivo è la riduzione del malessere psico-emotivo, insieme con una maggiore flessibilità del proprio modo di leggere sé, l’altro e il mondo, che vuol anche dire una migliore gestione dei propri stati emotivi e dei propri impulsi.
Psichiatra: è un medico, specializzato in Psichiatria, che interviene sui malesseri curandoli a livello organico, quindi utilizzando, se necessario, un trattamento farmacologico. Si può occupare di patologie gravi, ma anche di sintomi transitori. Spesso la collaborazione tra psicoterapeuta e psichiatra è indispensabile per favorire il benessere della persona.

Come si fanno a risolvere problemi concreti solo parlando?Attraverso la parola si comprende il modo in cui la persona ha costruito e costruisce la propria realtà. Spesso il proprio modo di vedere è distorto o poco efficace e mettendolo in discussione è possibile modificare, oltre che i propri pensieri, anche i comportamenti e le emozioni, migliorando la qualità della propria vita.

Perché lo psicologo non dà consigli?L’obiettivo di un percorso psicologico è di aiutare la persona a vedere le situazioni da un punto di vista nuovo, rileggendo la propria storia e i propri vissuti in modo più funzionale. Questo si può fare solo partendo dalla soggettività di ognuno, non ci sono soluzioni che vanno bene per tutti, ma solo così si arriva a un reale cambiamento.

Se vado dallo psicologo le cose cambieranno?Lo psicologo guida la persona verso visioni nuove, ma il reale cambiamento avviene se il paziente è motivato. Non ci possono essere miglioramenti se la persona non considera la necessità di impegnarsi nel processo di cambiamento, provando talvolta fatica. È frequente la tendenza a voler mantenere alcune modalità che, sebbene non siano funzionali, sono conosciute e quindi più rassicuranti.

Dopo quanto tempo risolverò il mio problema?I tempi per i cambiamenti variano molto a seconda della persona e del tipo di problematica. Non ci sono regole universali, anche perché le persone hanno bisogno di tempo per elaborare alcune situazioni, sia dal punto di vista razionale che emotivo.