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	<title>paure Archivi - Chiara Zani</title>
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	<description>psicologa Rovato</description>
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		<title>Come migliorare l&#8217;autostima</title>
		<link>https://chiarazani.it/come-migliorare-l-autostima/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 16:30:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Autostima e crescita personale]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’autostima si sviluppa nelle prime relazioni con le persone che si prendono cura di noi. Per migliorare l’autostima uno dei primi obiettivi è quello di ridimensionare le aspettative verso di sé e riconoscere i propri punti di forza e i propri limiti. Inoltre è importante continuare a sperimentarsi in situazioni nuove.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Migliorare l&#8217;autostima</strong> ridimensionare le aspettative verso di sé</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Che cos&#8217;è l&#8217;autostima?</h2>
<p>L&#8217;<strong>autostima</strong> è l&#8217;insieme delle valutazioni che la persona dà di sé.<br />
Contribuiscono alla costruzione dell&#8217;autostima le relazioni con gli altri, come gli altri ci percepiscono e che opinioni esprimono su di noi.<br />
Un altro fattore che porta alla costruzione della propria autostima è il confronto.<br />
Il confronto che le persone fanno con gli altri ed il confronto con il proprio ideale.<br />
Il sé ideale rappresenta ciò che la persona vorrebbe essere, che può essere uno stimolo al miglioramento, ma può essere anche fonte di sofferenza.<br />
Se tra il sé ideale, ciò che la persona vorrebbe essere ed il sé reale, ciò che la persona è, c&#8217;è una discrepanza forte, questo può generare insoddisfazione e malessere.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Da dove nasce l&#8217;autostima?</h2>
<p><strong>L&#8217;autostima si sviluppa nelle prime relazioni</strong> con le persone che si prendono cura di noi.<br />
Se un bambino sente di essere accettato ed amato così com&#8217;è e non per quello che fa, questo <a href="https://chiarazani.it/impegnati-anche-se-forse-non-vincerai/"><strong>aumenterà fortemente la fiducia in sé</strong></a>.<br />
Accettare non significa permettere al bambino di fare qualsiasi cosa, ma imparare ad accoglierlo anche se non risponde esattamente alle proprie aspettative (ad es. rispetto al rendimento scolastico o alla buona riuscita nei vari ambiti della vita).<br />
Uno dei rischi presenti nello stile educativo attuale, infatti, è essere <a href="https://chiarazani.it/lautostima-degli-adolescenti/">eccessivamente richiedenti verso i propri figli</a>, chiedendo loro più o meno esplicitamente di essere perfetti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Come si può migliorare l&#8217;autostima?</h2>
<p>Dato che spesso la scarsa autostima deriva da un ideale di sé molto elevato, uno dei primi obiettivi è <strong>ridimensionare le aspettative verso di sé</strong>.<br />
Rendere l&#8217;immagine di sé ideale più vicina alle proprie possibilità e competenze, per poter migliorare alcune caratteristiche della propria persona, senza però essere costantemente frustrati.</p>
<p>Per la buona riuscita di questo processo è essenziale riconoscere i propri punti di forza, ma anche i propri limiti.<br />
A questo proposito è scorretta l&#8217;idea che chi ha una buona autostima si sente invincibile o sempre capace.<br />
Tra le strategie principali per accrescere la propria autostima (Maria Beatrice Toro, 2010) vi sono:</p>
<ul>
<li>Modificare le proprie aspettative: formulare aspettative maggiormente compatibili con la realtà e le proprie caratteristiche personali</li>
<li>Migliorare il proprio dialogo interno: dare messaggi positivi alla propria mente, rispetto alla valutazione di sé</li>
<li>Modificare il modo di spiegare i propri insuccessi: riconoscere quelli che non dipendono da sé, ma da situazioni avverse, non sempre controllabili</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h2>L&#8217;autostima e l&#8217;importanza di sperimentarsi</h2>
<p>Oltre alle strategie indicate, uno degli aspetti che permette alla persona di accrescere la propria autostima è l&#8217;esperienza.<br />
Più situazioni la persona ha affrontato, più avrà affinato le proprie capacità e competenze.<br />
Continuando a sperimentarsi in situazioni nuove, aumenta la fiducia nelle proprie capacità di affrontarle. Questo si riferisce al concetto di &#8220;autoefficacia&#8221; espresso da Bandura (2000), che influenza fortemente l&#8217;autostima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Come la psicoterapia può migliorare l&#8217;autostima?</h2>
<p>Un <a href="https://chiarazani.it/">percorso di psicoterapia</a> permette di entrare in contatto con risorse e limiti, per arrivare ad una conoscenza di sé più globale ed obiettiva.<br />
Questo permette di ridimensionare il rapporto con se stessi, con le aspettative verso di sé e verso gli altri e di conseguenza <strong>migliora la propria autostima</strong>.<br />
Un altro fattore in grado di modificare la percezione di sé, talvolta distorta e carica di pensieri negativi, è la relazione terapeutica. In particolare il clima di ascolto, empatia e non giudizio che caratterizza la psicoterapia.</p>
<h2>Studio di Psicoterapia a Rovato BS</h2>
<p>Per richiedere maggiori informazioni contatta Chiara Zani Psicologa Psicoterapeuta &#8211; V. M, Via Maria Coffetti, 21, 25038 Rovato BS &#8211; Telefono <span class="roma-contacts-item-value"><a href="tel:+393337085249">333 70 85 249</a> &#8211; mail </span><span class="roma-contacts-item-value"><a href="mailto:info@chiarazani.it">info@chiarazani.it</a></span></p>
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		<title>Perchè il mio bambino fa i capricci?</title>
		<link>https://chiarazani.it/perche-il-mio-bambino-fa-i-capricci/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 09 Dec 2019 11:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Genitorialità]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molte volte sembra che adulti e bambini parlino lingue diverse, non riuscendo a capirsi su alcune cose che vengono vissute dal bambino in un modo e dal genitore/insegnante in un altro. E&#8217; il caso dei capricci. Molto spesso questi vengono letti dagli adulti come un  segnale di sfida, mentre la maggior parte delle volte significano [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Molte volte sembra che adulti e bambini parlino lingue diverse, non riuscendo a capirsi su alcune cose che vengono vissute dal bambino in un modo e dal genitore/insegnante in un altro.<br />
E&#8217; il caso dei capricci.<br />
Molto spesso questi vengono letti dagli adulti come un  segnale di sfida, mentre la maggior parte delle volte significano altro.<br />
Spesso i capricci <strong>nascondono un disagio fisico o <a href="https://chiarazani.it/cibo-ed-emozioni/">emozioni</a> quali la tristezza e la rabbia</strong>.<br />
Per questo è importante che i genitori imparino ad osservare il bambino, per comprendere il motivo dei suoi capricci. Così facendo possono spiegarlo anche a loro, aiutandoli a accogliere e restituire le emozioni che provano.<br />
Oltre all&#8217;ascolto, ci sono una serie di modalità che possono essere adottate nella relazione con i bambini, in particolare quando si tratta di capricci.<br />
Ad esempio quando si parla con loro, abbassarsi e guardarli negli occhi, per evitare che ci sia una disparità nella relazione, anche dal punto di vista fisico.<br />
Inoltre è sempre bene <strong>spiegare loro perché qualcosa non si può fare</strong>, questo li rende tranquilli e crea una routine. Inoltre permette loro di accrescere la fiducia negli adulti e costruire uno schema personale rispetto alla giornata.<br />
Un altro aspetto fondamentale riguarda i <strong>limiti</strong>, da dare sempre ai bambini, anche quando sembrano troppo piccoli. Prima il bambino si sentirà contenuto, prima capirà quali sono i suoi confini. Tale aspetto è fondamentale anche per la sua crescita, è bene che impari che ci sono dei confini e che non può avere tutto ciò che desidera.<br />
Diversamente il rischio è che qualche anno dopo, in particolare durante l&#8217;adolescenza, non accetti le limitazioni date dal mondo esterno e quindi fatichi a gestire le relazioni con i pari o con la scuola, secondo agente educativo, dopo i genitori.</p>
<h2>Cosa fare quando una crisi di capricci è finita?</h2>
<p>La tendenza di molti genitori è quella di rimanere con il broncio e pieni di rancore, ma questo fa male sia all&#8217;adulto, che al bambino. Il primo, infatti, rimane nervoso e teso e il bambino può provare una forte ansia. Non c&#8217;è nulla di più angosciante per un bambino che sapere che il proprio genitore è ancora arrabbiato per una cosa che è successa tra loro.<br />
Un ottimo strumento, quindi, potrebbe essere <strong>l&#8217;abbraccio</strong>. L&#8217;abbraccio dona calore, ma comunica anche il messaggio che i genitori ci sono, nonostante il bambino si arrabbi a volte in modo molto forte.<br />
E&#8217; una prova d&#8217;amore e di continuità, ancora più significativa a fronte di una difficoltà nella relazione.</p>
<p>Un&#8217;altra riflessione che aiuta a ridimensionare i capricci dei bambini possiamo farla pensando alla nostra esperienza.<br />
Quante volte, se siamo stanchi, se la giornata è andata storta o se proviamo delle emozioni che non riusciamo a comunicare, <strong>anche noi facciamo i capricci?</strong><br />
Non li facciamo come li fanno i bambini, ma a nostro modo comunichiamo all&#8217;altro che non stiamo bene e che è meglio non insistere su alcune cose. E solo con il tempo l&#8217;altro ci conosce e comprende qual è la modalità da adottare con noi quando siamo stanchi o frustrati.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è quello di provare a usare modalità che sciolgano il malessere, ma sempre con l&#8217;idea che, se nemmeno noi riusciamo a affrontare ogni situazione con maturità, come possono farlo i bambini?<br />
Così come per gli adulti essere genitori è un lavoro che si impara piano piano, anche per i bambini, <strong>gestire il proprio malessere e poterlo comunicare è un lavoro lento e graduale</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2 style="text-align: center;">Prenota un consulto</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se vuoi approfondire la tematica dei capricci dei bambini con la dott.ssa Chiara Zani psicologa e psicoterapeuta puoi prenotare un consulto a Rovato attraverso la pagina dei <a href="https://chiarazani.it/">contatti</a></p>
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		<title>Come liberarsi da una relazione tossica</title>
		<link>https://chiarazani.it/come-liberarsi-da-una-relazione-tossica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 10:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti è mai capitato di sentirti triste e nervoso, apparentemente senza motivo, dopo aver visto qualcuno? Spesso questa sensazione è legata al fatto che alcune persone non ci fanno bene e al posto che essere una fonte di energia, sono una fonte di negatività. Può accadere con amici, fidanzati o parenti, ma comunque sempre persone [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ti è mai capitato di sentirti triste e nervoso, apparentemente senza motivo, dopo aver visto qualcuno?<br />
Spesso questa sensazione è legata al fatto che alcune persone non ci fanno bene e al posto che essere una fonte di energia, sono una fonte di negatività.</p>
<p>Può accadere con amici, fidanzati o parenti, ma comunque sempre persone a noi molto vicine. Accade con loro perché gli permettiamo di avvicinarsi a noi, dedicandogli spesso numerosi spazi ed attenzioni.<br />
Tuttavia, quando si sente che in una relazione si dà molto, ma si riceve poco qualche campanello comincia a suonare.</p>
<p>Inizialmente quando si ha questa sensazione i motivi non sono chiari, ma alcune domande possono orientarti nel capire meglio cosa ti sta accadendo:</p>
<ul>
<li>Come mi fa sentire questa relazione?</li>
<li>Mi aiuta a vedere nuovi punti di vista?</li>
<li>Mi aiuta a essere positivo?</li>
<li>Migliora la mia autostima?</li>
</ul>
<p>Se senti che nella relazione non c&#8217;è un arricchimento reciproco, che l&#8217;altro limita le tue capacità o ti fa sentire in colpa se rivolgi la tua attenzione ad altro che non sia lui ed il suo ambiente, fermati.<br />
Fermati e chiediti se questa persona, che magari hai frequentato per lungo tempo, con le sue lamentele e con la scarsa volontà di cambiare, sta influenzando anche te. Chiediti se gli argomenti di cui parlate sono sempre gli stessi e non ti stimolano più, anzi, ti creano una strana pesantezza.</p>
<p>Altri esempi sono fidanzati o compagni che ti pongono sempre di fronte a una scelta e ti scoraggiano a inseguire i tuoi obiettivi perché questo significherebbe allontanarsi da loro, o amici che ti fanno sentire sempre sotto giudizio e che ti provocano, facendoti sentire inadeguato.<br />
E&#8217; sempre difficile allontanarsi da queste persone, prenderne le distanze, perché sono persone per cui si prova affetto, con cui sono stati condivisi molti momenti e che in alcune occasioni magari ci sono stati vicini.<br />
Tuttavia le relazioni cambiano e se un tempo alcune modalità dell&#8217;altro potevano impattare relativamente su di noi, può essere che nel presente le stesse relazioni abbiano un&#8217;influenza diversa.<br />
L&#8217;invito, quindi, non è quello di cancellare le vecchie relazioni se non soddisfano a pieno i nostri bisogni di oggi, ma  imparare ad ascoltarci e a valutare quali sono le relazioni che ci fanno stare meglio.<br />
Il livello di &#8220;tossicità&#8221; di una relazione può essere forte, l&#8217;altro può arrivare a chiederci di chiudere le comunicazioni con l&#8217;esterno e allora verso questo tipo di relazioni dobbiamo essere più drastici. Dobbiamo chiudere, prima che offuschino la nostra vera identità e la direzione della nostra vita.<br />
Rispetto, invece, ad altre relazioni meno tossiche, possiamo imparare a prendere le distanze adeguate e se sentiamo che anche queste non ci proteggono, possiamo pensare di allontanarci gradualmente.<br />
Questo tipo di analisi costa sicuramente fatica e richiede onestà verso noi stessi, ma ci permette anche di investire il nostro tempo in relazioni che migliorano la nostra qualità di vita.</p>
<p>Quindi se pensi che alcune tue relazioni possano avere le caratteristiche descritte, inizia ad ascoltarti e a provare a capire come ti senti quando sei in compagnia di alcune persone. Se dopo essere stato con loro, al posto che un senso di benessere, avverti un senso di nervosismo e tensione, cambia direzione.<br />
Investi più tempo con le persone positive che ti circondano, questo ti aiuterà a sentirti maggiormente soddisfatto e quindi maggiormente sereno.</p>
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			</item>
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		<title>Cos&#8217;è la dipendenza affettiva e come superarla</title>
		<link>https://chiarazani.it/cose-la-dipendenza-affettiva-e-come-superarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2019 12:31:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché a volte una persona può star bene solo in presenza di un&#8217;altra? Perché da sola si sente persa e svuotata? Perché non sa più cosa le piace e quali sono i suoi obiettivi? In questi casi si parla di &#8220;dipendenza affettiva&#8221;, che non è, come le altre dipendenze, legata ad un oggetto (alcol, sostanze..), [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perché a volte una persona può star bene solo in presenza di un&#8217;altra? Perché da sola si sente persa e svuotata? Perché non sa più cosa le piace e quali sono i suoi obiettivi?<br />
In questi casi si parla di &#8220;dipendenza affettiva&#8221;, che non è, come le altre dipendenze, legata ad un oggetto (alcol, sostanze..), ma ad una persona e alla relazione che instaura con essa.<br />
Questo funzionamento è molto rischioso per il benessere della persona &#8220;dipendente&#8221;, perché finché l&#8217;altro è presente, sembra che tutto vada per il meglio, ma se l&#8217;altro si allontana vengono meno la propria autostima e la fiducia in sé.<br />
Ecco perché molte relazioni sembrano lasciare un vuoto incolmabile: se pensiamo di poter star bene solo in presenza dell&#8217;altro, non saremo mai pienamente completi e adulti.<br />
Una relazione sana non può essere così sbilanciata e dare all&#8217;altra persona il potere di dirigere il nostro benessere.<br />
Questo accade perché uno dei due, il &#8220;dipendente&#8221;, non riesce a riconoscere le proprie risorse e la possibilità di pensare, scegliere ed agire autonomamente e in maniera efficace. Così quando incontra un&#8217;altra persona, che spesso appare più forte e determinata, si affida completamente, pensando che il suo amore possa rafforzarla e sostenerla.<br />
Se la relazione funziona, il &#8220;dipendente&#8221; si sente protetto e sicuro, ma se l&#8217;altro decide di allontanarsi o chiudere, si sentirà svuotato e si chiederà cosa non lo rende adeguato. Così facendo emergeranno una serie di timori, da quello del &#8220;non essere abbastanza&#8221;, a quello del rimanere solo, pensando di non meritare le attenzioni e l&#8217;amore di nessuno.<br />
Se il dipendente affettivo non viene aiutato a ridimensionare questi pensieri e le emozioni correlate, tenderà ad accettare ogni relazione, anche se non lo soddisfa a pieno, purché trovi ancora qualcuno che lo &#8220;accetti&#8221;. Si parla di accettazione non perché il dipendente affettivo sia un peso che poche persone riescono a sostenere, ma perché lui si sente così: non degno di attenzioni e cure, senza risorse e quindi in dovere di sottostare a chi decide di avere una relazione con lui.</p>
<p>La dipendenza affettiva è declinata soprattutto al femminile, ma esistono casi anche negli uomini, anche se hanno caratteristiche e manifestazioni comportamentali un pò diverse.<br />
Nonostante le fasce d&#8217;età delle donne coinvolte possano essere diverse, tra loro hanno alcune caratteristiche comuni:<br />
• fragilità<br />
• bisogno di conferme<br />
• scarsa autostima<br />
• paura di essere lasciate<br />
• tendenza alla iperresponsabilizzazione<br />
• famiglie d&#8217;origine problematiche (abusi sessuali, maltrattamenti fisici o psicologici, storia di alcolismo, bulimia o altre dipendenze nei genitori)</p>
<p>Un&#8217;altra precisazione riguarda il periodo e la durata di alcuni comportamenti: nelle fasi dell&#8217;innamoramento, infatti, alcuni ricercatori hanno individuato la presenza di sintomi simili a quelli dei disturbi di dipendenza affettiva, tra cui euforia, desiderio, dipendenza emotiva e fisica.<br />
Tuttavia è quando queste caratteristiche diventano rigide e costanti, che emerge l&#8217;aspetto disfunzionale e patologico della relazione. Si perdono la propria individualità e il contatto con i propri bisogni, che vengono messi da parte, pur di essere accettati dall&#8217;altro.</p>
<p>Per modificare questo funzionamento è bene confrontarsi con qualcuno, condividere i propri vissuti e nei casi più radicati rivolgersi ad un professionista. In questi casi il lavoro terapeutico mira a ricostruire nella persona dipendente un senso di amabilità, valore personale e la capacità di essere agente di se stesso e delle proprie azioni.</p>
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		<title>Saper ridere</title>
		<link>https://chiarazani.it/saper-ridere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Feb 2019 11:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia e dintorni]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[freud]]></category>
		<category><![CDATA[meccanismi di difesa]]></category>
		<category><![CDATA[paure]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[tensione]]></category>
		<category><![CDATA[umorismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In una società in cui le persone sono abituate a programmare e controllare ogni aspetto della propria vita, può sembrare paradossale che il senso dell&#8217;umorismo rappresenti un&#8217;importante risorsa personale. Eppure la capacità di interpretare gli eventi mettendone in evidenza gli aspetti divertenti non significa affrontare le situazioni con superficialità. L’umorismo era considerato anche da Freud [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In una società in cui le persone sono abituate a programmare e controllare ogni aspetto della propria vita, può sembrare paradossale che il senso dell&#8217;umorismo rappresenti un&#8217;importante risorsa personale.<br />
Eppure la capacità di interpretare gli eventi mettendone in evidenza gli aspetti divertenti non significa affrontare le situazioni con superficialità.<br />
L’umorismo era considerato anche da Freud un meccanismo di difesa maturo, che permette di ridurre l’ansia e l’angoscia derivante da situazioni stressanti, di  interpretare e affrontare le situazioni in modo creativo.<br />
I vantaggi dell&#8217;umorismo riguardano in particolare:<br />
-Benessere psicofisico:<br />
ridere ha molti effetti fisiologici, quali produzione di endorfine, contrazione e distensione della muscolatura volontaria e involontaria, aumento e rallentamento rapido del battito cardiaco, ossigenazione del sangue. Inoltre favorisce una particolare attività elettrica cerebrale, analoga a quella che si realizza quando si risolvono dei problemi e si ha una sensazione di autoefficacia.<br />
-Autostima:<br />
imparare a ridere di sé può allentare le tensioni interne e portare ad accettare anche le proprie imperfezioni. Alcuni studi condotti sull’umorismo e la valutazione del sé concludono che alti livelli di senso dell&#8217;humour sono correlati ad altrettanto alti livelli di stima di sé e bassi livelli di percezione dello stress. Questo anche perché ridendo si fa prevalere il piacere sulle avversità delle circostanze reali e si sperimenta una maggiore padronanza su ciò che accade.<br />
-Socialità:<br />
Producendo un clima piacevole, l&#8217;umorismo riduce la possibile distanza tra le persone e permette uno scambio spontaneo ed autentico . Inoltre, durante gli eventi stressanti, può unire le persone e aiutarle a trovare un&#8217;adeguata strategia per affrontare la situazione critica.</p>
<p>Ovviamente l&#8217;umorismo è disfunzionale se diventa l&#8217;unica modalità con cui vengono affrontate le situazioni difficili o un modo per negare la realtà. Diversamente è uno degli strumenti che possediamo e utilizziamo da bambini e che perdiamo gradualmente nel corso della crescita, pensando non sia indispensabile.<br />
Invece saper guardare anche ai propri insuccessi con umorismo permette di non catastrofizzare le situazioni, rimanendo bloccati senza possibilità di cambiamento. Analizzare i propri difetti da un punto di vista critico ma comunque umoristico, permette di accettare i propri sbagli e rimettere in moto le energie necessarie per ripartire, senza il timore di sbagliare ancora.</p>
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		<title>L&#8217;autostima degli adolescenti</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2019 11:06:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adolescenza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molti genitori dichiarano di essere preoccupati per i figli adolescenti, che hanno un umore altalenante ed una scarsa autostima, chiedendo cosa sia possibile fare per aumentarla. Quando gli viene chiesto di descrivere il figlio, molto spesso parlano del figlio e di come avrebbero voluto che fosse, quindi del figlio ideale. Questo racchiude tutte le aspettative [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Molti genitori dichiarano di essere preoccupati per i figli adolescenti, che hanno un umore altalenante ed una scarsa autostima, chiedendo cosa sia possibile fare per aumentarla.<br />
Quando gli viene chiesto di descrivere il figlio, molto spesso parlano del figlio e di come avrebbero voluto che fosse, quindi del figlio ideale. Questo racchiude tutte le aspettative che ogni genitore ha, ma che molto spesso non sono soddisfatte perché ogni ragazzo, per quanto educato e cresciuto con alcuni criteri, poi prende la sua strada, in base alle sue caratteristiche, alle sue capacità ed ai suoi interessi, che spesso non coincidono con quelli dei genitori.<br />
La cosa migliore da fare è adeguare le proprie aspettative al livello raggiungibile dal ragazzo, sulla base di cosa sa fare, cosa gli piace fare e cosa immagina per sé.<br />
Osservando questi aspetti è più facile partire dal punto di vista del figlio, piuttosto che da sé. Infatti un altro aspetto importante da considerare è che gli adolescenti sono in crescita, con tutte le insicurezze del caso, mentre i genitori sono adulti, con alcune certezze in più e strumenti per affrontare il mondo piuttosto consolidati.<br />
Uno degli strumenti più importanti da sviluppare in adolescenza è proprio la capacità di scegliere, ma se si impongono degli obiettivi (che scuola frequentare, che sport praticare..) questa possibilità di sperimentarsi viene meno.<br />
Un adolescente deve provare a prendere delle decisioni, sulla base di quello che gli piace, imparando anche ad affrontare le conseguenze delle proprie azioni. La funzione del genitore in questa fase è quella di offrire un sostegno e aiutare a tracciare un piano coerente con le decisioni del figlio, ma senza fare lo sforzo al posto suo.<br />
La sicurezza, infatti, si costruisce provando più volte ad affrontare una situazione in prima persona e talvolta anche sbagliando.<br />
Per un genitore può essere difficoltoso &#8220;assistere&#8221; a questo processo, lasciando che il figlio faccia degli errori, la tentazione è quella di intervenire o dire &#8220;te l&#8217;avevo detto&#8221;, ma la cosa migliore che può fare un genitore in questa fase è sostenere il figlio, anche dopo un insuccesso dimostrandogli di accettarlo nonostante i suoi sbagli.<br />
E&#8217; molto rassicurante per una persona in crescita sapere di poter sbagliare e comunque non perdere la stima dei genitori, che rappresentano ancora un importante punto di riferimento, anche se ci si comincia ad affacciare al mondo esterno, dei coetanei e delle novità.</p>
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		<title>L&#8217;ansia può servire?</title>
		<link>https://chiarazani.it/lansia-puo-servire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Mar 2018 15:34:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ansia]]></category>
		<category><![CDATA[aereo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; difficile riuscire a crederci, soprattutto se la avverti spesso, ma l&#8217;ansia ha contribuito alla sopravvivenza della nostra specie ed è ancora oggi utile in alcune occasioni. L&#8217;ansia è un insieme di sensazioni che ti comunica che potrebbero accadere delle cose spiacevoli intorno a te. Se ad esempio ti trovi in situazioni in cui potresti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; difficile riuscire a crederci, soprattutto se la avverti spesso, ma l&#8217;ansia ha contribuito alla sopravvivenza della nostra specie ed è ancora oggi utile in alcune occasioni.<br />
L&#8217;ansia è un insieme di sensazioni che ti comunica che potrebbero accadere delle cose spiacevoli intorno a te.<br />
Se ad esempio ti trovi in situazioni in cui potresti essere aggredito, l&#8217;ansia ti permette di avvertire il pericolo e di attivarti per proteggerti. Ti permette di guardare attentamente la strada prima di attraversare, di guidare in modo prudente e di evitare di passeggiare da solo in alcune zone malfamate della tua città.<br />
In generale l&#8217;ansia, oltre che per proteggerci, ci è utile anche per attivare la giusta energia per dirigerci verso alcuni obiettivi. Tuttavia, ci sono vari tipi e gradi di ansia, da quella buona e costruttiva a quella che crea sensazioni di soffocamento, tremori e panico. Queste ultime forme d&#8217;ansia, al posto che proteggerti, possono interferire con lo svolgimento delle azioni quotidiane.</p>
<p>L&#8217;ansia &#8220;utile&#8221; a proteggerti dai pericoli è basata su <strong>paure realistiche e razionali</strong> (per riprendere gli esempi di prima, le paure potrebbero essere le macchine che sfrecciano lungo la strada, la presenza  di possibili scippatori in una via..).<br />
Molte paure, però, sono piuttosto irrealistiche. Ad esempio la paura di prendere l&#8217;ascensore per la possibilità di rimanere intrappolato per giorni tra due piani, è piuttosto irrealistica perché è improbabile che si verifichi.<br />
Spesso trasformiamo una probabilità minima in una probabilità altissima, basti pensare alla fobia dell&#8217;aereo, che porta a rifiutarsi di viaggiare per la paura di morire.<br />
L&#8217;ansia &#8220;inutile&#8221; fa vedere il pericolo quando non c&#8217;è o è minimo.</p>
<p>Come capire dunque se l&#8217;ansia è fondata o &#8220;inutile&#8221;? Basandosi sulla <strong>probabilità</strong>, sulla possibilità che un pericolo si presenti.<br />
Un altro errore è credere che se qualcuno ha affrontato una situazione pericolosa, allora potrà accadere facilmente anche a te. Ad esempio, puoi sentire che una persona è rimasta intrappolata nell&#8217;ascensore del centro commerciale, ma non è detto che accada anche a te.<br />
Un altro errore è vedere solo gli estremi: o non rimarrò mai intrappolata nell&#8217;ascensore, oppure se succederà morirò.</p>
<p>L&#8217;ansia &#8220;inutile&#8221; deriva da <strong>pensieri sbagliati ed esagerati</strong>, che fanno avverare le conseguenze peggiori che avevi previsto, proprio perché l&#8217;ansia blocca ogni possibilità di azione e di scelta sulla tua vita (ad esempio, se pensi che un esame sarà un fallimento, questa paura bloccherà il tuo pensiero, impedendoti di rispondere alle domande).<br />
Ogni cosa pensata per proteggerci, ma che arriva a proteggere troppo, fa questo effetto: pensa alle mamme che coprono i figli in estate come in inverno, l&#8217;azione è la stessa, ma diventa dannosa se fatta in assenza di un reale pericolo, come può essere il freddo per un bambino neonato.</p>
<p>La buona notizia è che molte ansie così come le creiamo, possiamo eliminarle, partendo dal vedere le situazioni per come sono, evitando di renderle più grandi.</p>
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		<title>L&#8217;augurio di fare nuovi passi</title>
		<link>https://chiarazani.it/laugurio-di-fare-nuovi-passi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Jan 2017 22:06:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[anno nuovo]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[paure]]></category>
		<category><![CDATA[sensi di colpa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In questi giorni circolano continuamente auguri per un anno di gioia, novità ed aspettative grandiose. Sicuramente ognuno di noi lo spera, si pensa che le cose belle arrivino stando ad aspettare, ma la maggior parte delle volte le novità arrivano perché proviamo a sforzarci di fare qualcosa di diverso, di faticare e di affrontare ciò [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni circolano continuamente auguri per un anno di gioia, novità ed aspettative grandiose.<br />
Sicuramente ognuno di noi lo spera, si pensa che le cose belle arrivino stando ad aspettare, ma la maggior parte delle volte le novità arrivano perché proviamo a sforzarci di fare qualcosa di diverso, di faticare e di affrontare ciò che ci fa paura. Tutto questo non è semplice e spesso porta a fare degli errori oppure, mossi dalla paura di sbagliare, a stare completamenti fermi.<br />
Per il 2017, invece, auguro che si impari a sentire la paura, senza che questa ci immobilizzi, stando ad osservarla e sapendo che sarà la nostra compagna di viaggio, se vorremo affrontare il cammino della vita.<br />
Che si impari a sperimentarsi, con il rischio che le cose non vadano bene e che si facciano errori perché se si fanno errori significa che stiamo almeno provando a fare qualcosa.<br />
Il passo più difficile quando ci si trova di fronte a una scogliera è guardare giù, vedere che è terribilmente alta e fa tremare le gambe, ma nonostante questo buttarsi, scoprendo che magari giù c’è un mare cristallino e caldo.<br />
Se, invece, troverete un mare diverso dalle vostre aspettative e rimarrete delusi, imparate comunque a ringraziare voi stessi e quella parte che ha deciso di buttarsi, non sapendo che cosa avrebbe incontrato.<br />
Solo ringraziando ogni parte di noi, anche quella che non fa le cose perfettamente, riusciremo a trascorrere un anno serenamente, accettando quello che accadrà, anche se non sarà sempre sotto il nostro completo controllo.<br />
La rigidità rifiuta qualunque cosa sia in conflitto con i vecchi modi di pensare e di fare, ma solo liberandosi dall&#8217;ansia, dalla paura di sbagliare e dai sensi di colpa sentiremo di stare meglio e di aver contribuito a rendere la nostra vita qualcosa di nuovo e diverso, proprio come avevamo espresso con l’inizio del nuovo anno.</p>
<p>Auguri per un anno in cui proverete a fare passi nuovi e vi vorrete bene anche se avreste potuto farli meglio!</p>
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