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	<title>Pensieri e benessere Archivi - Chiara Zani</title>
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		<title>Quando la mente mente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Mar 2017 11:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pensieri e benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cognitiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il modello cognitivo nasce verso gli anni ’60, vari autori hanno contribuito a costruirne le basi, tra cui Beck, che si rese conto che le persone reagiscono a dei pensieri inespressi e poco consapevoli innescando delle emozioni specifiche. Questi pensieri sono chiamati pensieri automatici: si attivano in modo autonomo e sono difficili da eliminare, perché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il modello <a href="https://chiarazani.it/">cognitivo</a> nasce verso gli anni ’60, vari autori hanno contribuito a costruirne le basi, tra cui Beck, che si rese conto che le persone reagiscono a dei pensieri inespressi e poco consapevoli innescando delle emozioni specifiche.</p>
<p>Questi pensieri sono chiamati pensieri automatici: si attivano in modo autonomo e sono difficili da eliminare, perché presentano contenuti che le persone credono essere veri.</p>
<p>L’aspetto più interessante è che sono in grado di attivare velocemente delle risposte emotive, diventando con il passare del tempo e il ripetersi di esperienze simili, strategie automatiche e inconsapevoli. Il risultato è che questi pensieri influenzano l’interpretazione della realtà, facendola diventare proprio come la temiamo e portandoci a dubitare delle nostre capacità, orientando il nostro funzionamento.<br />
Per questo motivo è importante imparare a prendere distanza dai propri pensieri e riflettere sul fatto che spesso non dubitiamo della loro veridicità, considerandoli dati di realtà.</p>
<p>Quando un problema si ripete nel tempo, portando con sé emozioni negative, occorre quindi riflettere sui pensieri, osservarli e considerarli come ipotesi, per poi ricercare prove di realtà che li confermino o meno.<br />
Ciò che accade in modo automatico non permette di avere modi diversi di comportarsi, ma è proprio l’atteggiamento che abbiamo verso i nostri pensieri a determinarne l’influenza: più riconosciamo alcuni nostri meccanismi e più evitiamo di essere travolti da ciò che pensiamo, trovando così risposte meno automatiche e più consapevoli.</p>
<p>Le persone si orientano nel mondo in base alla mappa che si sono costruite, che permette di attribuire significato all’esperienza, ma la mappa può non descrivere in modo reale il territorio.<br />
Questo dovrebbe portare la persona a capire qual è la modalità che mette in atto per mantenere il problema, individuando i pensieri automatici per poi cercare di destrutturarli, trovando pensieri alternativi che dovrebbero corrispondere a un nuovo comportamento adulto, realistico ed adattivo.<br />
Per individuarli può essere utile fare un elenco di tutti i pensieri alternativi, fissando quello che sollecita maggior benessere.</p>
<p>A questo proposito ci sono alcune domande che è utile farsi:</p>
<ul>
<li>Che cosa è evidente?</li>
<li>La realtà sostiene quello che penso?</li>
<li>Che punti di vista alternativi ci sono?</li>
<li>Ce ne sono di più corretti?</li>
<li>Qual è l’effetto del mio modo di pensare? In che modo influenza le mie emozioni?</li>
<li>Quali errori di pensiero sto facendo?</li>
</ul>
<p>Una volta affrontati questi passaggi, dovrebbe essersi verificata una diminuzione delle emozioni negative; per mantenere stabile il risultato ci si può successivamente soffermare sull’origine dei problemi, che va ricercata in esperienze significative del passato.<br />
La maggior parte di queste esperienze avvengono durante l’infanzia, periodo in cui si è più vulnerabili agli stimoli ambientali e vengono poi rinforzate da eventi di vita simili, che rappresentano una “profezia che si autoavvera”.</p>
<p>Si genera così un circolo vizioso, che può essere interrotto solo riconoscendo i contesti in cui la convinzione di base si attiva, analizzando le sensazioni e le emozioni che produce.<br />
L’obiettivo del lavoro con la terapia cognitiva è sviluppare la capacità di osservare i propri pensieri, le emozioni e i comportamenti associati per raggiungere una buona consapevolezza e mettere in campo delle risorse nuove.</p>
<p>E&#8217; possibile prenotare un appuntamento con la dott.ssa Chiara Zani Psicologa e Psicoterapeuta V. M. Coffetti, 21 &#8211; <strong>Duomo di Rovato (BS) telefonando al 333 70 85 249 o scrivendo una email: <a href="mailto:info@chiarazani.it">info@chiarazani.it</a></strong></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/quando-la-mente-mente/">Quando la mente mente</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
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