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	<title>risposte Archivi - Chiara Zani</title>
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	<description>psicologa Rovato</description>
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		<title>&#8220;Perché non possiamo uscire?&#8221;</title>
		<link>https://chiarazani.it/perche-non-possiamo-uscire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Apr 2020 10:33:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Genitorialità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Queste settimane di quarantena sono difficili per noi adulti, disorientati e spaventati per quello che sta accadendo e che non sappiamo esattamente come evolverà. Ma in questa quarantena sono coinvolti anche i bambini e, nonostante i genitori cerchino di non trasmettergli preoccupazione, loro sanno cogliere le emozioni che circolano in casa. Nelle prime settimane i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Queste settimane di quarantena sono difficili per noi adulti, disorientati e spaventati per quello che sta accadendo e che non sappiamo esattamente come evolverà.<br />
Ma in questa quarantena sono coinvolti anche i bambini e, nonostante i genitori cerchino di non trasmettergli preoccupazione, loro sanno cogliere le emozioni che circolano in casa.<br />
Nelle prime settimane i bambini hanno vissuto questo periodo come un&#8217;anticipazione delle vacanze. Hanno giocato, passato più tempo con i genitori e sono stati sollevati dal carico di verifiche e prove varie.<br />
Tuttavia, i bambini hanno avvertito anche il clima di incertezza e i pensieri che inevitabilmente accompagnano questo periodo.<br />
Il cambiamento repentino delle loro abitudini ha attivato alcune domande: &#8220;Cosa sta succedendo esattamente? Perché non posso giocare con i miei amici? Perché mamma e papà non possono andare al lavoro?&#8221;<br />
Il primo passo per sciogliere questi dubbi potrebbe essere quello di capire che idee si sono fatti della situazione.<br />
Questo permette di partire dai loro pensieri, per comprendere cosa li preoccupa maggiormente.<br />
Ogni bambino è diverso, anche se figlio degli stessi genitori.</p>
<h2><strong>Come possono rispondere i genitori?</strong></h2>
<p>In un secondo momento, i genitori dovrebbero provare a rispondere con <strong>chiarezza</strong>.<br />
Parlare ai bambini con semplicità e con una comunicazione il meno ansiosa possibile gli permetterà di mitigare le eventuali emozioni di tristezza e rabbia che possono provare.<br />
A volte si ha l&#8217;idea che sia meglio non parlare delle proprie emozioni ai figli, ma in realtà far capire loro che anche mamma e papà provano le loro stesse emozioni li può aiutare.<br />
Ovviamente questa condivisione va fatta in modo delicato e va accompagnata da una prospettiva positiva della situazione.<br />
Può essere spiegato ai bambini quello che è possibile fare in questo periodo e non solo ciò che ci è impedito fare.<br />
Tra quello che è possibile fare, c&#8217;è il mantenimento di una socialità, che non è possibile esercitare in presenza, ma che è possibile mantenere con i vari strumenti di comunicazione che fortunatamente abbiamo a disposizione.</p>
<h2><strong>Come si può impostare la giornata con i bambini?</strong></h2>
<p>I bambini hanno bisogno di una <strong>prevedibilità, </strong>quindi sarebbe bene mantenere una routine quotidiana.<br />
Questo vale soprattutto per i bambini più sensibili o ansiosi, che hanno bisogno di sapere e &#8220;controllare&#8221; cosa accadrà.<br />
La routine può essere impostata stabilendo degli orari per i compiti, ma anche per alcune piccole mansioni da svolgere insieme al genitore o da far svolgere in autonomia, a seconda dell&#8217;età dei bambini.<br />
Questo permetterà loro di organizzare la giornata e di sentirsi coinvolti in una progettualità comune, che coinvolge tutta la famiglia.<br />
In questo modo, la quarantena, per quanto strana, potrebbe diventare l&#8217;occasione per saldare le relazioni.<br />
In particolare quella tra genitori e figli, che nella normale quotidianità, hanno sempre meno tempo da poter trascorrere insieme.</p>
<h2><strong>Che pensieri si possono fare con i bambini?</strong></h2>
<p>Sempre a proposito della prevedibilità e di una <strong>progettualità positiva, </strong>si può pensare a cosa fare, non appena sarà possibile tornare a stare insieme ad altre persone.<br />
Potrebbe essere una piccola gita in mezzo alla natura o un pranzo con degli amici.<br />
Fare questo permette di proiettare la mente dei genitori e dei bambini verso qualcosa di positivo e conosciuto.<br />
Aumenteranno così il senso di sicurezza e il richiamo alle nostre abitudini, così diverse da quello che stiamo vivendo.</p>
<p><strong>E infine..</strong></p>
<p>Oltre a queste semplici indicazioni, è sempre bene ricordare ai genitori che sono umani e che a volte, soprattutto in questo periodo, possono perdere la pazienza o non aver l&#8217;entusiasmo per proporre attività creative.<br />
Anche questo fa parte di questo strano periodo, ma è normale che sia così.</p>
<p>&nbsp;</p>
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