<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Letture consigliate Archivi - Chiara Zani</title>
	<atom:link href="https://chiarazani.it/category/letture-consigliate/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://chiarazani.it</link>
	<description>psicologa Rovato</description>
	<lastBuildDate>Fri, 11 May 2018 12:16:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.9.3</generator>
	<item>
		<title>La trappola della felicità</title>
		<link>https://chiarazani.it/la-trappola-della-felicita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 May 2018 12:16:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture consigliate]]></category>
		<category><![CDATA[accettazione]]></category>
		<category><![CDATA[ACT]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[felicittà]]></category>
		<category><![CDATA[obiettivi]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[sensi di colpa]]></category>
		<category><![CDATA[tensione]]></category>
		<category><![CDATA[terapia]]></category>
		<category><![CDATA[terapia accettazione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://chiarazani.it/?p=494</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando delle persone si rivolgono a me, durante i primi colloqui chiedo loro che aspettative hanno rispetto al percorso che vogliono intraprendere. Spesso le risposte sono: &#8220;Vorrei essere felice&#8221;, &#8220;Non vorrei più star male&#8221;, &#8220;Vorrei che i rapporti con le persone fossero sempre sereni&#8221;. Le persone vorrebbero evitare di soffrire o trovarsi in situazioni spiacevoli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/la-trappola-della-felicita/">La trappola della felicità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando delle persone si rivolgono a me, durante i primi colloqui chiedo loro che aspettative hanno rispetto al percorso che vogliono intraprendere.<br />
Spesso le risposte sono: &#8220;Vorrei essere felice&#8221;, &#8220;Non vorrei più star male&#8221;, &#8220;Vorrei che i rapporti con le persone fossero sempre sereni&#8221;.<br />
Le persone vorrebbero evitare di soffrire o trovarsi in situazioni spiacevoli e se questo da una parte può essere un desiderio comprensibile, dall&#8217;altra è poco realistico.<br />
Il titolo del libro deriva proprio da questo, la &#8220;trappola&#8221; sta proprio nel credere che sia possibile costruire una vita in cui essere costantemente felici.<br />
L&#8217;evoluzione dell&#8217;uomo rispetto alla capacità di soddisfare molti desideri e di controllare l&#8217;ambiente che lo circonda, per renderlo più affine alle sue esigenze, non significa che possa avere pieno controllo anche sulle sue emozioni.<br />
Un&#8217;altra tendenza è credere che i pensieri che lo preoccupano siano sempre veri. Talvolta se leggiamo notizie su un giornale arriviamo a pensare che il contenuto possa essere stato leggermente distorto dal giornalista, di un pensiero politico o di un altro. Perché non pensiamo che la stessa cosa possa accadere anche con i nostri pensieri?<br />
La nostra mente spesso ripropone le stesse &#8220;storie&#8221; quando ci troviamo in alcune situazioni, eppure non arriviamo a credere che siano pensieri poco obiettivi, ma giudichiamo noi stessi.<br />
Rispetto a questo, uno degli esercizi più utili presenti nel libro è quello in cui viene chiesto di immaginarsi ad ottant&#8217;anni a ripensare alla propria vita com&#8217;è oggi, completando alcune frasi:<br />
-Ho passato troppo tempo a preoccuparmi di&#8230;<br />
-Ho dedicato troppo poco tempo a&#8230;<br />
-Se potessi tornare indietro, quello che farei diversamente d&#8217;ora in avanti&#8230;<br />
A volte c&#8217;è una netta differenza tra ciò a cui diamo valore e ciò che facciamo nella realtà per realizzarlo.<br />
Sono le nostre azioni che fanno la differenza, più che i pensieri che ci tormentano e che crediamo assoluti o le emozioni che cerchiamo di controllare.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/la-trappola-della-felicita/">La trappola della felicità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La principessa senza principe</title>
		<link>https://chiarazani.it/la-principessa-senza-principe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2017 22:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture consigliate]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[san valentino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://chiarazani.it/?p=446</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sempre più spesso le ragazze crescono imparando ed essere brave figlie, brave amiche, brave studentesse, assolvendo ai propri compiti nei tempi previsti, fino a quando arriva il momento di costruirsi una famiglia e anche lì cercano di dare il meglio. Quello che viene trasmesso, a livello familiare e culturale, infatti, è che sia normale che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/la-principessa-senza-principe/">La principessa senza principe</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più spesso le ragazze crescono imparando ed essere brave figlie, brave amiche, brave studentesse, assolvendo ai propri compiti nei tempi previsti, fino a quando arriva il momento di costruirsi una famiglia e anche lì cercano di dare il meglio.<br />
Quello che viene trasmesso, a livello familiare e culturale, infatti, è che sia normale che la donna attenda il proprio principe che arrivi a salvarla, facendo crescere l’ideale di un uomo perfetto, che faccia vivere una favola. E come non averla dopo tutto l’impegno messo nel crescere se stesse con tutte le caratteristiche che un principe potrebbe apprezzare?<br />
Così anche nel libro, Victoria incontra il Principe Azzurro che tuttavia da dottor Sorriso, com’era chiamato per il suo essere dolce, brillante, premuroso, pian piano, sempre più spesso, si alterna con il Signor Nascosto, egocentrico ed interessato unicamente ai propri bisogni.<br />
Con il trascorrere del tempo questo porta la principessa ad essere nervosa, ad iniziare a pensare di non essere adeguata, di non riuscire a far felice il Principe e di essere la causa delle loro incomprensioni e dei conflitti che si fanno sempre più frequenti.<br />
Victoria non riesce più a prevedere chi si sarebbe svegliato con lei al mattino e nemmeno chi sarebbe rientrato la sera dopo il lavoro, tanto il Principe era imprevedibile e la cosa peggiore era che conosceva ogni cosa che la principessa gli aveva confidato: i pensieri più intimi, le paure e i sogni, che sapeva usare per ferirla.<br />
Tuttavia, ogni volta, Victoria sapeva che il principe nel profondo era buono, ma che non poteva fare a meno di dire e fare alcune cose quando era sotto “l’incantesimo malefico”, perché solo con un incantesimo poteva giustificare i suoi cambiamenti repentini d’umore e attenzioni.<br />
Nel suo viaggio, dove incontra personaggi tanto curiosi quanto saggi, si accorge che era più il tempo trascorso aspettando il principe azzurro che non quello vissuto in sua compagnia.<br />
Prosegue così il proprio cammino con una consapevolezza nuova, prima tra tutte quella di ridurre la propria onnipotenza, intesa come capacità di cambiare gli altri o di recuperare l’immagine della persona che si era conosciuta e di cui ci si era innamorati.<br />
Ognuno è responsabile delle proprie azioni e non sta a noi salvarlo, nemmeno se questo ci sembra coincidere col ritorno della nostra felicità: faticando da soli e non come coppia la felicità non può essere recuperata.<br />
“La principessa che credeva nelle favole” è un libro da far leggere ad ogni donna, più o meno giovane, in “età da marito” o con un marito già al proprio fianco; in ogni momento della propria vita è bene che si ricordi che il proprio potere è limitato, solo quando lo si scopre si riesce ad essere vere principesse, anche senza avere un principe azzurro!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/la-principessa-senza-principe/">La principessa senza principe</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
