<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>relazioni Archivi - Chiara Zani</title>
	<atom:link href="https://chiarazani.it/tag/relazioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://chiarazani.it/tag/relazioni/</link>
	<description>psicologa Rovato</description>
	<lastBuildDate>Fri, 08 Jan 2021 08:34:33 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.0.1</generator>
	<item>
		<title>Come liberarsi da una relazione tossica</title>
		<link>https://chiarazani.it/come-liberarsi-da-una-relazione-tossica/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 10:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amicizia]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[mal di stomaco]]></category>
		<category><![CDATA[parenti]]></category>
		<category><![CDATA[partner]]></category>
		<category><![CDATA[paure]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[tensione]]></category>
		<category><![CDATA[tristezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://chiarazani.it/?p=587</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ti è mai capitato di sentirti triste e nervoso, apparentemente senza motivo, dopo aver visto qualcuno? Spesso questa sensazione è legata al fatto che alcune persone non ci fanno bene e al posto che essere una fonte di energia, sono una fonte di negatività. Può accadere con amici, fidanzati o parenti, ma comunque sempre persone [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/come-liberarsi-da-una-relazione-tossica/">Come liberarsi da una relazione tossica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ti è mai capitato di sentirti triste e nervoso, apparentemente senza motivo, dopo aver visto qualcuno?<br />
Spesso questa sensazione è legata al fatto che alcune persone non ci fanno bene e al posto che essere una fonte di energia, sono una fonte di negatività.</p>
<p>Può accadere con amici, fidanzati o parenti, ma comunque sempre persone a noi molto vicine. Accade con loro perché gli permettiamo di avvicinarsi a noi, dedicandogli spesso numerosi spazi ed attenzioni.<br />
Tuttavia, quando si sente che in una relazione si dà molto, ma si riceve poco qualche campanello comincia a suonare.</p>
<p>Inizialmente quando si ha questa sensazione i motivi non sono chiari, ma alcune domande possono orientarti nel capire meglio cosa ti sta accadendo:</p>
<ul>
<li>Come mi fa sentire questa relazione?</li>
<li>Mi aiuta a vedere nuovi punti di vista?</li>
<li>Mi aiuta a essere positivo?</li>
<li>Migliora la mia autostima?</li>
</ul>
<p>Se senti che nella relazione non c&#8217;è un arricchimento reciproco, che l&#8217;altro limita le tue capacità o ti fa sentire in colpa se rivolgi la tua attenzione ad altro che non sia lui ed il suo ambiente, fermati.<br />
Fermati e chiediti se questa persona, che magari hai frequentato per lungo tempo, con le sue lamentele e con la scarsa volontà di cambiare, sta influenzando anche te. Chiediti se gli argomenti di cui parlate sono sempre gli stessi e non ti stimolano più, anzi, ti creano una strana pesantezza.</p>
<p>Altri esempi sono fidanzati o compagni che ti pongono sempre di fronte a una scelta e ti scoraggiano a inseguire i tuoi obiettivi perché questo significherebbe allontanarsi da loro, o amici che ti fanno sentire sempre sotto giudizio e che ti provocano, facendoti sentire inadeguato.<br />
E&#8217; sempre difficile allontanarsi da queste persone, prenderne le distanze, perché sono persone per cui si prova affetto, con cui sono stati condivisi molti momenti e che in alcune occasioni magari ci sono stati vicini.<br />
Tuttavia le relazioni cambiano e se un tempo alcune modalità dell&#8217;altro potevano impattare relativamente su di noi, può essere che nel presente le stesse relazioni abbiano un&#8217;influenza diversa.<br />
L&#8217;invito, quindi, non è quello di cancellare le vecchie relazioni se non soddisfano a pieno i nostri bisogni di oggi, ma  imparare ad ascoltarci e a valutare quali sono le relazioni che ci fanno stare meglio.<br />
Il livello di &#8220;tossicità&#8221; di una relazione può essere forte, l&#8217;altro può arrivare a chiederci di chiudere le comunicazioni con l&#8217;esterno e allora verso questo tipo di relazioni dobbiamo essere più drastici. Dobbiamo chiudere, prima che offuschino la nostra vera identità e la direzione della nostra vita.<br />
Rispetto, invece, ad altre relazioni meno tossiche, possiamo imparare a prendere le distanze adeguate e se sentiamo che anche queste non ci proteggono, possiamo pensare di allontanarci gradualmente.<br />
Questo tipo di analisi costa sicuramente fatica e richiede onestà verso noi stessi, ma ci permette anche di investire il nostro tempo in relazioni che migliorano la nostra qualità di vita.</p>
<p>Quindi se pensi che alcune tue relazioni possano avere le caratteristiche descritte, inizia ad ascoltarti e a provare a capire come ti senti quando sei in compagnia di alcune persone. Se dopo essere stato con loro, al posto che un senso di benessere, avverti un senso di nervosismo e tensione, cambia direzione.<br />
Investi più tempo con le persone positive che ti circondano, questo ti aiuterà a sentirti maggiormente soddisfatto e quindi maggiormente sereno.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/come-liberarsi-da-una-relazione-tossica/">Come liberarsi da una relazione tossica</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Cos&#8217;è la dipendenza affettiva e come superarla</title>
		<link>https://chiarazani.it/cose-la-dipendenza-affettiva-e-come-superarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2019 12:31:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza]]></category>
		<category><![CDATA[dipendenza affettiva]]></category>
		<category><![CDATA[paure]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://chiarazani.it/?p=581</guid>

					<description><![CDATA[<p>Perché a volte una persona può star bene solo in presenza di un&#8217;altra? Perché da sola si sente persa e svuotata? Perché non sa più cosa le piace e quali sono i suoi obiettivi? In questi casi si parla di &#8220;dipendenza affettiva&#8221;, che non è, come le altre dipendenze, legata ad un oggetto (alcol, sostanze..), [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/cose-la-dipendenza-affettiva-e-come-superarla/">Cos&#8217;è la dipendenza affettiva e come superarla</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Perché a volte una persona può star bene solo in presenza di un&#8217;altra? Perché da sola si sente persa e svuotata? Perché non sa più cosa le piace e quali sono i suoi obiettivi?<br />
In questi casi si parla di &#8220;dipendenza affettiva&#8221;, che non è, come le altre dipendenze, legata ad un oggetto (alcol, sostanze..), ma ad una persona e alla relazione che instaura con essa.<br />
Questo funzionamento è molto rischioso per il benessere della persona &#8220;dipendente&#8221;, perché finché l&#8217;altro è presente, sembra che tutto vada per il meglio, ma se l&#8217;altro si allontana vengono meno la propria autostima e la fiducia in sé.<br />
Ecco perché molte relazioni sembrano lasciare un vuoto incolmabile: se pensiamo di poter star bene solo in presenza dell&#8217;altro, non saremo mai pienamente completi e adulti.<br />
Una relazione sana non può essere così sbilanciata e dare all&#8217;altra persona il potere di dirigere il nostro benessere.<br />
Questo accade perché uno dei due, il &#8220;dipendente&#8221;, non riesce a riconoscere le proprie risorse e la possibilità di pensare, scegliere ed agire autonomamente e in maniera efficace. Così quando incontra un&#8217;altra persona, che spesso appare più forte e determinata, si affida completamente, pensando che il suo amore possa rafforzarla e sostenerla.<br />
Se la relazione funziona, il &#8220;dipendente&#8221; si sente protetto e sicuro, ma se l&#8217;altro decide di allontanarsi o chiudere, si sentirà svuotato e si chiederà cosa non lo rende adeguato. Così facendo emergeranno una serie di timori, da quello del &#8220;non essere abbastanza&#8221;, a quello del rimanere solo, pensando di non meritare le attenzioni e l&#8217;amore di nessuno.<br />
Se il dipendente affettivo non viene aiutato a ridimensionare questi pensieri e le emozioni correlate, tenderà ad accettare ogni relazione, anche se non lo soddisfa a pieno, purché trovi ancora qualcuno che lo &#8220;accetti&#8221;. Si parla di accettazione non perché il dipendente affettivo sia un peso che poche persone riescono a sostenere, ma perché lui si sente così: non degno di attenzioni e cure, senza risorse e quindi in dovere di sottostare a chi decide di avere una relazione con lui.</p>
<p>La dipendenza affettiva è declinata soprattutto al femminile, ma esistono casi anche negli uomini, anche se hanno caratteristiche e manifestazioni comportamentali un pò diverse.<br />
Nonostante le fasce d&#8217;età delle donne coinvolte possano essere diverse, tra loro hanno alcune caratteristiche comuni:<br />
• fragilità<br />
• bisogno di conferme<br />
• scarsa autostima<br />
• paura di essere lasciate<br />
• tendenza alla iperresponsabilizzazione<br />
• famiglie d&#8217;origine problematiche (abusi sessuali, maltrattamenti fisici o psicologici, storia di alcolismo, bulimia o altre dipendenze nei genitori)</p>
<p>Un&#8217;altra precisazione riguarda il periodo e la durata di alcuni comportamenti: nelle fasi dell&#8217;innamoramento, infatti, alcuni ricercatori hanno individuato la presenza di sintomi simili a quelli dei disturbi di dipendenza affettiva, tra cui euforia, desiderio, dipendenza emotiva e fisica.<br />
Tuttavia è quando queste caratteristiche diventano rigide e costanti, che emerge l&#8217;aspetto disfunzionale e patologico della relazione. Si perdono la propria individualità e il contatto con i propri bisogni, che vengono messi da parte, pur di essere accettati dall&#8217;altro.</p>
<p>Per modificare questo funzionamento è bene confrontarsi con qualcuno, condividere i propri vissuti e nei casi più radicati rivolgersi ad un professionista. In questi casi il lavoro terapeutico mira a ricostruire nella persona dipendente un senso di amabilità, valore personale e la capacità di essere agente di se stesso e delle proprie azioni.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/cose-la-dipendenza-affettiva-e-come-superarla/">Cos&#8217;è la dipendenza affettiva e come superarla</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L&#8217;autostima degli adolescenti</title>
		<link>https://chiarazani.it/lautostima-degli-adolescenti/</link>
					<comments>https://chiarazani.it/lautostima-degli-adolescenti/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Feb 2019 11:06:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenti]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[felicittà]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[paure]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[pianto]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
		<category><![CDATA[tensione]]></category>
		<category><![CDATA[tristezza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://chiarazani.it/?p=531</guid>

					<description><![CDATA[<p>Molti genitori dichiarano di essere preoccupati per i figli adolescenti, che hanno un umore altalenante ed una scarsa autostima, chiedendo cosa sia possibile fare per aumentarla. Quando gli viene chiesto di descrivere il figlio, molto spesso parlano del figlio e di come avrebbero voluto che fosse, quindi del figlio ideale. Questo racchiude tutte le aspettative [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/lautostima-degli-adolescenti/">L&#8217;autostima degli adolescenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Molti genitori dichiarano di essere preoccupati per i figli adolescenti, che hanno un umore altalenante ed una scarsa autostima, chiedendo cosa sia possibile fare per aumentarla.<br />
Quando gli viene chiesto di descrivere il figlio, molto spesso parlano del figlio e di come avrebbero voluto che fosse, quindi del figlio ideale. Questo racchiude tutte le aspettative che ogni genitore ha, ma che molto spesso non sono soddisfatte perché ogni ragazzo, per quanto educato e cresciuto con alcuni criteri, poi prende la sua strada, in base alle sue caratteristiche, alle sue capacità ed ai suoi interessi, che spesso non coincidono con quelli dei genitori.<br />
La cosa migliore da fare è adeguare le proprie aspettative al livello raggiungibile dal ragazzo, sulla base di cosa sa fare, cosa gli piace fare e cosa immagina per sé.<br />
Osservando questi aspetti è più facile partire dal punto di vista del figlio, piuttosto che da sé. Infatti un altro aspetto importante da considerare è che gli adolescenti sono in crescita, con tutte le insicurezze del caso, mentre i genitori sono adulti, con alcune certezze in più e strumenti per affrontare il mondo piuttosto consolidati.<br />
Uno degli strumenti più importanti da sviluppare in adolescenza è proprio la capacità di scegliere, ma se si impongono degli obiettivi (che scuola frequentare, che sport praticare..) questa possibilità di sperimentarsi viene meno.<br />
Un adolescente deve provare a prendere delle decisioni, sulla base di quello che gli piace, imparando anche ad affrontare le conseguenze delle proprie azioni. La funzione del genitore in questa fase è quella di offrire un sostegno e aiutare a tracciare un piano coerente con le decisioni del figlio, ma senza fare lo sforzo al posto suo.<br />
La sicurezza, infatti, si costruisce provando più volte ad affrontare una situazione in prima persona e talvolta anche sbagliando.<br />
Per un genitore può essere difficoltoso &#8220;assistere&#8221; a questo processo, lasciando che il figlio faccia degli errori, la tentazione è quella di intervenire o dire &#8220;te l&#8217;avevo detto&#8221;, ma la cosa migliore che può fare un genitore in questa fase è sostenere il figlio, anche dopo un insuccesso dimostrandogli di accettarlo nonostante i suoi sbagli.<br />
E&#8217; molto rassicurante per una persona in crescita sapere di poter sbagliare e comunque non perdere la stima dei genitori, che rappresentano ancora un importante punto di riferimento, anche se ci si comincia ad affacciare al mondo esterno, dei coetanei e delle novità.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/lautostima-degli-adolescenti/">L&#8217;autostima degli adolescenti</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://chiarazani.it/lautostima-degli-adolescenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I sogni son desideri?</title>
		<link>https://chiarazani.it/i-sogni-son-desideri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 19 Mar 2018 19:30:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sogni]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[emozioni]]></category>
		<category><![CDATA[fobie]]></category>
		<category><![CDATA[freud]]></category>
		<category><![CDATA[pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[sogni]]></category>
		<category><![CDATA[stanchezza]]></category>
		<category><![CDATA[stress]]></category>
		<category><![CDATA[tensione]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://chiarazani.it/?p=489</guid>

					<description><![CDATA[<p>Perché sogniamo? Freud riteneva che i sogni fossero l&#8217;espressione di pensieri ed emozioni che il nostro inconscio cerca di ignorare durante il giorno. E&#8217; stato verificato sperimentalmente che nella fase rem del sonno, quella più vicina al risveglio, i sogni sono ricchi di interazioni aggressive. Attraverso i sogni il cervello rilascia energia e pressioni accumulate [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/i-sogni-son-desideri/">I sogni son desideri?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Perché sogniamo?<br />
</strong>Freud riteneva che i sogni fossero l&#8217;espressione di pensieri ed emozioni che il nostro inconscio cerca di ignorare durante il giorno. E&#8217; stato verificato sperimentalmente che nella fase rem del sonno, quella più vicina al risveglio, i sogni sono ricchi di interazioni aggressive. Attraverso i sogni il cervello rilascia energia e pressioni accumulate durante la giornata, favorendo un processo utile per l&#8217;equilibrio emotivo.<br />
<strong>Solo alcune persone sognano?</strong><br />
Tutti sognano, fino a 12 sogni per notte, ma al risveglio ci si ricorda solo parte di quanto sognato. Il 20% della popolazione riferisce di non sognare mai e chi nutre interesse per i sogni ne ricorda di più. Se si vuole lavorare sui propri sogni è buona abitudine annotarli brevemente appena svegli, le attività della giornata potrebbero modificarne il contenuto originario.<br />
<strong>Ci sono significati universali?<br />
</strong>Le persone attribuiscono significati diversi ad una stessa immagine, quindi non è possibile leggere i contenuti dei sogni in modo assoluto. Quello che per una persona può rappresentare qualcosa di positivo e rassicurante, per un&#8217;altra può generare paura o ribrezzo. Animali molto presenti nei sogni, ad esempio, sono serpenti, topi e ragni, che nella cultura occidentale sono sinonimo di pericolo, ma che in altre culture possono avere accezioni positive.<br />
<strong>Possono predire il futuro? </strong><br />
I sogni possono anticipare il futuro, ad esempio se si sogna di litigare con il partner, questo potrebbe riflettere una relazione già tesa ed una situazione emotiva che facilmente potrebbe sfociare in un litigio quando ci si sveglia.<br />
Nei casi in cui si sogna di vincere qualcosa e quanto sognato si avvera, si tratta di coincidenze. Quante volte sogniamo di realizzare un desiderio e quante volte realmente si realizza?<br />
<strong>E gli incubi? </strong><br />
Sono un tentativo poco riuscito di gestire ansie dovute ad uno stimolo o ad un conflitto. Alcune persone riferiscono di avere sempre lo stesso incubo, forse perché riguarda un tema difficile nella loro fase di vita.<br />
Se gli incubi si trasformano in sogni positivi possono indicare che la persona si sente pronta ad affrontare quel problema.<br />
<strong>Come possono essere utilizzati i sogni? </strong><br />
Il lavoro sui sogni può aiutare a rintracciare ciò che causa problemi nella vita reale, di cui spesso le persone non sono consapevoli.<br />
Dato che non ci sono significati universali legati ai contenuti del sogno, la persona verrà guidata dallo psicologo nella ricerca di dettagli e possibili riletture di modi di pensare ed agire, presenti nel sogno, come nella vita quotidiana, ma poco funzionali al benessere.<br />
Ci sono sogni che rispecchiano il modo di essere della persona e quindi non trasmettono messaggi particolari e sogni che invece possono dare alcune indicazioni. In questo tipo di sogni sono presenti desideri più o meno consci, che potrebbero rappresentare un modo per risolvere alcuni momenti di difficoltà, veicolando risorse per la loro risoluzione.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/i-sogni-son-desideri/">I sogni son desideri?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La principessa senza principe</title>
		<link>https://chiarazani.it/la-principessa-senza-principe/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Feb 2017 22:01:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Letture consigliate]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[donna]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[san valentino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://chiarazani.it/?p=446</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sempre più spesso le ragazze crescono imparando ed essere brave figlie, brave amiche, brave studentesse, assolvendo ai propri compiti nei tempi previsti, fino a quando arriva il momento di costruirsi una famiglia e anche lì cercano di dare il meglio. Quello che viene trasmesso, a livello familiare e culturale, infatti, è che sia normale che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/la-principessa-senza-principe/">La principessa senza principe</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più spesso le ragazze crescono imparando ed essere brave figlie, brave amiche, brave studentesse, assolvendo ai propri compiti nei tempi previsti, fino a quando arriva il momento di costruirsi una famiglia e anche lì cercano di dare il meglio.<br />
Quello che viene trasmesso, a livello familiare e culturale, infatti, è che sia normale che la donna attenda il proprio principe che arrivi a salvarla, facendo crescere l’ideale di un uomo perfetto, che faccia vivere una favola. E come non averla dopo tutto l’impegno messo nel crescere se stesse con tutte le caratteristiche che un principe potrebbe apprezzare?<br />
Così anche nel libro, Victoria incontra il Principe Azzurro che tuttavia da dottor Sorriso, com’era chiamato per il suo essere dolce, brillante, premuroso, pian piano, sempre più spesso, si alterna con il Signor Nascosto, egocentrico ed interessato unicamente ai propri bisogni.<br />
Con il trascorrere del tempo questo porta la principessa ad essere nervosa, ad iniziare a pensare di non essere adeguata, di non riuscire a far felice il Principe e di essere la causa delle loro incomprensioni e dei conflitti che si fanno sempre più frequenti.<br />
Victoria non riesce più a prevedere chi si sarebbe svegliato con lei al mattino e nemmeno chi sarebbe rientrato la sera dopo il lavoro, tanto il Principe era imprevedibile e la cosa peggiore era che conosceva ogni cosa che la principessa gli aveva confidato: i pensieri più intimi, le paure e i sogni, che sapeva usare per ferirla.<br />
Tuttavia, ogni volta, Victoria sapeva che il principe nel profondo era buono, ma che non poteva fare a meno di dire e fare alcune cose quando era sotto “l’incantesimo malefico”, perché solo con un incantesimo poteva giustificare i suoi cambiamenti repentini d’umore e attenzioni.<br />
Nel suo viaggio, dove incontra personaggi tanto curiosi quanto saggi, si accorge che era più il tempo trascorso aspettando il principe azzurro che non quello vissuto in sua compagnia.<br />
Prosegue così il proprio cammino con una consapevolezza nuova, prima tra tutte quella di ridurre la propria onnipotenza, intesa come capacità di cambiare gli altri o di recuperare l’immagine della persona che si era conosciuta e di cui ci si era innamorati.<br />
Ognuno è responsabile delle proprie azioni e non sta a noi salvarlo, nemmeno se questo ci sembra coincidere col ritorno della nostra felicità: faticando da soli e non come coppia la felicità non può essere recuperata.<br />
“La principessa che credeva nelle favole” è un libro da far leggere ad ogni donna, più o meno giovane, in “età da marito” o con un marito già al proprio fianco; in ogni momento della propria vita è bene che si ricordi che il proprio potere è limitato, solo quando lo si scopre si riesce ad essere vere principesse, anche senza avere un principe azzurro!</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/la-principessa-senza-principe/">La principessa senza principe</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
