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	<title>Relazioni Archivi - Chiara Zani</title>
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	<description>psicologa Rovato</description>
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		<title>Come liberarsi da una relazione tossica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2019 10:07:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ti è mai capitato di sentirti triste e nervoso, apparentemente senza motivo, dopo aver visto qualcuno? Spesso questa sensazione è legata al fatto che alcune persone non ci fanno bene e al posto che essere una fonte di energia, sono una fonte di negatività. Può accadere con amici, fidanzati o parenti, ma comunque sempre persone [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ti è mai capitato di sentirti triste e nervoso, apparentemente senza motivo, dopo aver visto qualcuno?<br />
Spesso questa sensazione è legata al fatto che alcune persone non ci fanno bene e al posto che essere una fonte di energia, sono una fonte di negatività.</p>
<p>Può accadere con amici, fidanzati o parenti, ma comunque sempre persone a noi molto vicine. Accade con loro perché gli permettiamo di avvicinarsi a noi, dedicandogli spesso numerosi spazi ed attenzioni.<br />
Tuttavia, quando si sente che in una relazione si dà molto, ma si riceve poco qualche campanello comincia a suonare.</p>
<p>Inizialmente quando si ha questa sensazione i motivi non sono chiari, ma alcune domande possono orientarti nel capire meglio cosa ti sta accadendo:</p>
<ul>
<li>Come mi fa sentire questa relazione?</li>
<li>Mi aiuta a vedere nuovi punti di vista?</li>
<li>Mi aiuta a essere positivo?</li>
<li>Migliora la mia autostima?</li>
</ul>
<p>Se senti che nella relazione non c&#8217;è un arricchimento reciproco, che l&#8217;altro limita le tue capacità o ti fa sentire in colpa se rivolgi la tua attenzione ad altro che non sia lui ed il suo ambiente, fermati.<br />
Fermati e chiediti se questa persona, che magari hai frequentato per lungo tempo, con le sue lamentele e con la scarsa volontà di cambiare, sta influenzando anche te. Chiediti se gli argomenti di cui parlate sono sempre gli stessi e non ti stimolano più, anzi, ti creano una strana pesantezza.</p>
<p>Altri esempi sono fidanzati o compagni che ti pongono sempre di fronte a una scelta e ti scoraggiano a inseguire i tuoi obiettivi perché questo significherebbe allontanarsi da loro, o amici che ti fanno sentire sempre sotto giudizio e che ti provocano, facendoti sentire inadeguato.<br />
E&#8217; sempre difficile allontanarsi da queste persone, prenderne le distanze, perché sono persone per cui si prova affetto, con cui sono stati condivisi molti momenti e che in alcune occasioni magari ci sono stati vicini.<br />
Tuttavia le relazioni cambiano e se un tempo alcune modalità dell&#8217;altro potevano impattare relativamente su di noi, può essere che nel presente le stesse relazioni abbiano un&#8217;influenza diversa.<br />
L&#8217;invito, quindi, non è quello di cancellare le vecchie relazioni se non soddisfano a pieno i nostri bisogni di oggi, ma  imparare ad ascoltarci e a valutare quali sono le relazioni che ci fanno stare meglio.<br />
Il livello di &#8220;tossicità&#8221; di una relazione può essere forte, l&#8217;altro può arrivare a chiederci di chiudere le comunicazioni con l&#8217;esterno e allora verso questo tipo di relazioni dobbiamo essere più drastici. Dobbiamo chiudere, prima che offuschino la nostra vera identità e la direzione della nostra vita.<br />
Rispetto, invece, ad altre relazioni meno tossiche, possiamo imparare a prendere le distanze adeguate e se sentiamo che anche queste non ci proteggono, possiamo pensare di allontanarci gradualmente.<br />
Questo tipo di analisi costa sicuramente fatica e richiede onestà verso noi stessi, ma ci permette anche di investire il nostro tempo in relazioni che migliorano la nostra qualità di vita.</p>
<p>Quindi se pensi che alcune tue relazioni possano avere le caratteristiche descritte, inizia ad ascoltarti e a provare a capire come ti senti quando sei in compagnia di alcune persone. Se dopo essere stato con loro, al posto che un senso di benessere, avverti un senso di nervosismo e tensione, cambia direzione.<br />
Investi più tempo con le persone positive che ti circondano, questo ti aiuterà a sentirti maggiormente soddisfatto e quindi maggiormente sereno.</p>
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		<title>Cos&#8217;è la dipendenza affettiva e come superarla</title>
		<link>https://chiarazani.it/cose-la-dipendenza-affettiva-e-come-superarla/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[chiara]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Sep 2019 12:31:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[ansia]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
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		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perché a volte una persona può star bene solo in presenza di un&#8217;altra? Perché da sola si sente persa e svuotata? Perché non sa più cosa le piace e quali sono i suoi obiettivi? In questi casi si parla di &#8220;dipendenza affettiva&#8221;, che non è, come le altre dipendenze, legata ad un oggetto (alcol, sostanze..), [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Perché a volte una persona può star bene solo in presenza di un&#8217;altra? Perché da sola si sente persa e svuotata? Perché non sa più cosa le piace e quali sono i suoi obiettivi?<br />
In questi casi si parla di &#8220;dipendenza affettiva&#8221;, che non è, come le altre dipendenze, legata ad un oggetto (alcol, sostanze..), ma ad una persona e alla relazione che instaura con essa.<br />
Questo funzionamento è molto rischioso per il benessere della persona &#8220;dipendente&#8221;, perché finché l&#8217;altro è presente, sembra che tutto vada per il meglio, ma se l&#8217;altro si allontana vengono meno la propria autostima e la fiducia in sé.<br />
Ecco perché molte relazioni sembrano lasciare un vuoto incolmabile: se pensiamo di poter star bene solo in presenza dell&#8217;altro, non saremo mai pienamente completi e adulti.<br />
Una relazione sana non può essere così sbilanciata e dare all&#8217;altra persona il potere di dirigere il nostro benessere.<br />
Questo accade perché uno dei due, il &#8220;dipendente&#8221;, non riesce a riconoscere le proprie risorse e la possibilità di pensare, scegliere ed agire autonomamente e in maniera efficace. Così quando incontra un&#8217;altra persona, che spesso appare più forte e determinata, si affida completamente, pensando che il suo amore possa rafforzarla e sostenerla.<br />
Se la relazione funziona, il &#8220;dipendente&#8221; si sente protetto e sicuro, ma se l&#8217;altro decide di allontanarsi o chiudere, si sentirà svuotato e si chiederà cosa non lo rende adeguato. Così facendo emergeranno una serie di timori, da quello del &#8220;non essere abbastanza&#8221;, a quello del rimanere solo, pensando di non meritare le attenzioni e l&#8217;amore di nessuno.<br />
Se il dipendente affettivo non viene aiutato a ridimensionare questi pensieri e le emozioni correlate, tenderà ad accettare ogni relazione, anche se non lo soddisfa a pieno, purché trovi ancora qualcuno che lo &#8220;accetti&#8221;. Si parla di accettazione non perché il dipendente affettivo sia un peso che poche persone riescono a sostenere, ma perché lui si sente così: non degno di attenzioni e cure, senza risorse e quindi in dovere di sottostare a chi decide di avere una relazione con lui.</p>
<p>La dipendenza affettiva è declinata soprattutto al femminile, ma esistono casi anche negli uomini, anche se hanno caratteristiche e manifestazioni comportamentali un pò diverse.<br />
Nonostante le fasce d&#8217;età delle donne coinvolte possano essere diverse, tra loro hanno alcune caratteristiche comuni:<br />
• fragilità<br />
• bisogno di conferme<br />
• scarsa autostima<br />
• paura di essere lasciate<br />
• tendenza alla iperresponsabilizzazione<br />
• famiglie d&#8217;origine problematiche (abusi sessuali, maltrattamenti fisici o psicologici, storia di alcolismo, bulimia o altre dipendenze nei genitori)</p>
<p>Un&#8217;altra precisazione riguarda il periodo e la durata di alcuni comportamenti: nelle fasi dell&#8217;innamoramento, infatti, alcuni ricercatori hanno individuato la presenza di sintomi simili a quelli dei disturbi di dipendenza affettiva, tra cui euforia, desiderio, dipendenza emotiva e fisica.<br />
Tuttavia è quando queste caratteristiche diventano rigide e costanti, che emerge l&#8217;aspetto disfunzionale e patologico della relazione. Si perdono la propria individualità e il contatto con i propri bisogni, che vengono messi da parte, pur di essere accettati dall&#8217;altro.</p>
<p>Per modificare questo funzionamento è bene confrontarsi con qualcuno, condividere i propri vissuti e nei casi più radicati rivolgersi ad un professionista. In questi casi il lavoro terapeutico mira a ricostruire nella persona dipendente un senso di amabilità, valore personale e la capacità di essere agente di se stesso e delle proprie azioni.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it/cose-la-dipendenza-affettiva-e-come-superarla/">Cos&#8217;è la dipendenza affettiva e come superarla</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://chiarazani.it">Chiara Zani</a>.</p>
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